lab (nel senso che siete in una pasticceria…)
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La Coppa e i suoi costi
30 set
Iniziamo a riempire ‘La Macchina del Tempo’ con un pezzo scritto il 9 febbraio 2003.
Sembra un secolo fa:
La Coppa del Mondo di sci alpino, ideata negli anni sessanta, è la manifestazione invernale a tappe di maggior rilevanza mondiale.
In Italia ci sono località che ospitano la Coppa del Mondo dalla sua nascita e, invece, sono poche le new entries. Questo permette una crescita continua della qualità organizzativa e dell’ottimizzazione delle risorse, ma blocca una concorrenza che possa mettere in competizione diverse località con l’obiettivo di mostrare un evento sempre più ricco e diversificato.
In Val Gardena la Coppa è di casa dal febbraio del 1969, l’anno precendente ai Campionati del Mondo ‘70 ospitati all’ombra del Sasssolungo.
In Gardena il budget complessivo della Saslong Classic (una discesa e un superG, lo scorso dicembre) ammonta a circa 1,5 milioni di Euro e comprende, oltre a tutti i costi dell’organizzazione sportiva, anche gli collaterali e le attività di supporto. “Nel nostro budget– spiega Stefania Demetz, Presidente del Comitato Organizzatore – ci sono diversi investimenti. Più di 100.000 € sono stati destinati al totale rinnovo del magazzino materiali e delle comunicazioni. Le principali voci di spesa, comunque, restano i capitoli dedicati a materiali, servizi tecnici, ristoro, premi gara, e rimborso spese degli atleti, ma importanti sono anche la polizza per l’eventuale annullamento della gara, le tasse e i costi di pubbliche relazioni”.
Preparare la pista di gara richiede un certo impegno già nel corso dei mesi estivi ed è possibile stimare il costo di preparazione, mantenimento e smantellamento del tracciato in circa 300.000 €. “Le richieste in termini di sicurezza – continua Stefania Demetz – da parte della FIS, sono nettamente aumentate. Trenta anni fa erano previsti 100 metri di reti e circa 800 balle di paglia. Nel 1988 le reti fisse (dette reti FIS A) erano passate a 880 metri con mille sacchi di paglia. Ora siamo arrivati a 4200 metri di reti fisse e 9000 metri di reti FIS B, e 200 fra materassi gonfiabili e di gommapiuma. Tutto questo rende i costi sempre maggiori”.
Oltre alle installazioni di sicurezza c’è tutto un lavoro in pista che prevede l’innevamento artificiale, o la lavorazione della neve naturale, la battitura, e la manutenzione. In Val Gardena ci sono circa trenta persone che lavorano a tempo pieno per circa un mese. Poi, a ridosso della gara, si passa a circa 200.
Buona parte del budget viene assorbito dalle attività collaterali e promozionali. Per tre giorni vengono allestite, in zona arrivo, due aree di ristorazione. Una per gli ospiti e per le personalità più importanti, una per i media e i tecnici.
“Il nostro obiettivo resta l’organizzazione dell’evento sportivo – conclude il Presidente del CO – ma la creazione di un evento promozionale a 360° è di fondamentale importanza. Crediamo che il nostro sia la soluzione giusta per offrire ai tifosi, agli sponsor e agli atleti un weekend memorabile”.
A Bormio l’approccio è diverso. La località Valtellinese è nel giro di Coppa del Mondo dal 1987, dopo aver ospitato i Campionati del Mondo del 1985. A Bormio la FIS ha assegnato l’organizzazione dei prossimi mondiali nel 2005. “I costi puramente organizzativi – dice Beppe Bonseri, Presidente del CO – ammontano a circa 600.000 €, mentre la parte di preparazione della pista di discesa incide quasi per un 50%. Lavorano sul tracciato circa una quarantina di persone, molte delle quali per più di un mese. In questi costi è prevista una voce per l’affitto di parte delle reti di protezione che pesa per circa 50.000 €, mentre negli ultimi anni abbiamo potenziato le installazioni permanenti e le reti FIS A con un investimento di circa 100.000 €”.
Per Bormio il rientro di questi costi avviene per quasi l’80% grazie agli sponsor e alla vendita dei diritti TV. Il resto è affidato al CO e ai suoi partner (istituzioni e privati). E’ un’attività promozionale che continua ad avere senso. In Val Gardena, come a Bormio e come a Sestriere. La località piemontese, che ha ospitato anch’essa i Mondiali, nel 1997, sarà teatro di molte competizioni di sci alpino durante Torino 2006.
Sestriere ha lanciato nel mondo lo sci agonistico in notturna già nel 1994 e da allora gli slalom di Coppa del Mondo si disputano sotto i riflettori.
A Sestriere, l’organizzazione della gara viene seguita dalla Sestrieres S.p.a. che è anche proprietaria degli impianti. Questo permette di ottimizzare ulteriormente le risorse e valutare in maniera unitaria tutti gli investimenti promozionali. La preparazione di un tracciato di slalom speciale è molto meno onerosa di quella delle discese. I costi complessivi per l’organizzazione di una prova di slalom speciale sfiorano i 300.000 Euro. “Per quanto riguarda la preparazione della pista – spiega Gianni Poncet, responsabile dell’Area Sportiva – abbiamo 40 persone che lavorano a tempo pieno nelle due settimane precedenti l’evento. Nei giorni di gara si sale a circa 150 tra addetti, maestri di sci, militari e volontari. L’innevamento programmato ha una certa importanza, e possiamo stimare che in caso di forte innevamento naturale si possano abbassare i costi di preparazione della pista di circa il 10%, anche perché è comunque necessario lavorare il terreno, eventualmente con l’acqua”
I costi dei premi (almeno 100.000 Franchi Svizzeri, secondo il regolamento FIS) e l’ospitalità che deve essere garantita a tutti gli atleti e alla maggior parte degli staff delle squadre incidono anch’essi non poco.
“La Coppa del Mondo – conclude Poncet – è comunque un evento dalla rilevanza indiscutibile. Per noi della Sestrieres S.p.a. è un ritorno di immagine notevole e ci permette di presentare la nostra filosofia di montagna legata allo sport in modo efficace. Tutto il comprensorio della Via Lattea viene in un certo modo coinvolto e con i Giochi Olimpici del 2006 tutto questo potrà essere facilmente e felicemente confermato”.
FISI, Gardena e Badia c’è l’accordo
27 set
Ecco il comunicato vergato dalla FISI a proposito dell’accordo concluso con le due località altoatesine per quanto riguarda i diritti TV:
Diritti tv e pubblicitari: Gardena e Badia accettano il 28%
Gardena e Badia accettano, alla fine di una lunga trattativa, di assegnare alla F.I.S.I. il 28% dei proventi derivanti dai diritti tv e pubblicitari dell’organizzazione delle gare di Coppa del Mondo, allineandosi così a tutte le altre località italiane che già avevano sottoscritto lo stesso accordo nei mesi passati. Passa dunque la linea portata avanti dalla F.I.S.I. e che vedeva, fino a pochi giorni fa, Gardena e Badia irremovibili sul contributo del 25%.
Naturalmente, la F.I.S.I. porterà avanti il criterio della turnazione tra le località ospiti delle gare di Coppa del Mondo, criterio approvato dal Consiglio federale che sarà sottoposto all’attenzione della Fis (Federazione Internazionale dello Sci) durante la prossima riunione di Levi, alla metà di novembre. Ai primi di ottobre, si terranno a Zurigo le riunioni preparatorie delle diverse commissioni, fra cui anche quella dello sci alpino.
Arriva dunque a conclusione una vicenda che forse avrebbe potuto concludersi prima e con minori clamori e che conferma il ruolo della F.I.S.I. che deve occuparsi prima di tutto di preparare al meglio i propri atleti e renderli competitivi su tutte le piste del mondo. I proventi ottenuti dai diritti tv e pubblicitari serviranno proprio a quello, oltre che a finanziare l’attività giovanile. L’auspicio, negli ambienti federali, è che i territori che godono di grandi ritorni d’immagine in occasione delle gare di Coppa del Mondo siano sempre più impegnati nel sostenere la Federazione con ospitalità per gli allenamenti delle squadre maggiori o con l’organizzazione delle gare dei circuiti giovanili.