lab (nel senso che siete in una pasticceria…)
Post con tag FIS
A proposito di sci e sicurezza…
6 nov
Nelle recenti chiacchierate di Soelden, la FIS ha individuato nelle geometrie dello sci il principale punto critico. A loro parere la fatica, la stanchezza, non sono elementi che dimostrano un aumento degli incidenti.
Le super-tirate che alcuni polivalenti (e non solo) devono sorbirsi, forse non influiscono sugli infortuni, ma di certo obbligano gli atleti a ripensare i loro impegni e, a volte, a subire altri acciacchi.
Saltano le gare di Levi e la FIS le riorganizza a Flachau, nel salisburghese. Il 21 e 22 dicembre ci saranno i due slalom. Prima le donne e poi gli uomini. Vogliamo dare un’occhiata al calendario?
Le fanciulle corrono il 17 e il 18 un gigante e uno slalom a Courchevel. Poi saltano in macchina e si fanno circa 1000km (9 ore, normalmente) in macchina. O in aereo?
E i ragazzoni, della combinata che fanno?
- il 10 dicembre gigante a Val d’Isere
- 11 dicembre slalom a Val d’Isere
- 14 dicembre prove di discesa in Val Gardena
- 15 dicembre idem
- 16 dicembre superG in Val Gardena
- 17 dicembre discesa libera in Val Gardena
- 18 dicembre gigante in Val Badia
- 19 dicembre slalom in Val Badia
- 21 dicembre slalom a Flachau.
Al termine per tutti cambio d’olio gratuito, e tagliando.
E poi qualcuno si scandalizza se ne trovano uno che si dopa….
Bormio. Cambiare data!
7 ott
Segnalo un interessante pezzo della Provincia di Sondrio che riapre la stagione delle annuali polemiche che riguardano la Coppa del Mondo in Valtellina.
La Coppa e i suoi costi
30 set
Iniziamo a riempire ‘La Macchina del Tempo’ con un pezzo scritto il 9 febbraio 2003.
Sembra un secolo fa:
La Coppa del Mondo di sci alpino, ideata negli anni sessanta, è la manifestazione invernale a tappe di maggior rilevanza mondiale.
In Italia ci sono località che ospitano la Coppa del Mondo dalla sua nascita e, invece, sono poche le new entries. Questo permette una crescita continua della qualità organizzativa e dell’ottimizzazione delle risorse, ma blocca una concorrenza che possa mettere in competizione diverse località con l’obiettivo di mostrare un evento sempre più ricco e diversificato.
In Val Gardena la Coppa è di casa dal febbraio del 1969, l’anno precendente ai Campionati del Mondo ‘70 ospitati all’ombra del Sasssolungo.
In Gardena il budget complessivo della Saslong Classic (una discesa e un superG, lo scorso dicembre) ammonta a circa 1,5 milioni di Euro e comprende, oltre a tutti i costi dell’organizzazione sportiva, anche gli collaterali e le attività di supporto. “Nel nostro budget– spiega Stefania Demetz, Presidente del Comitato Organizzatore – ci sono diversi investimenti. Più di 100.000 € sono stati destinati al totale rinnovo del magazzino materiali e delle comunicazioni. Le principali voci di spesa, comunque, restano i capitoli dedicati a materiali, servizi tecnici, ristoro, premi gara, e rimborso spese degli atleti, ma importanti sono anche la polizza per l’eventuale annullamento della gara, le tasse e i costi di pubbliche relazioni”.
Preparare la pista di gara richiede un certo impegno già nel corso dei mesi estivi ed è possibile stimare il costo di preparazione, mantenimento e smantellamento del tracciato in circa 300.000 €. “Le richieste in termini di sicurezza – continua Stefania Demetz – da parte della FIS, sono nettamente aumentate. Trenta anni fa erano previsti 100 metri di reti e circa 800 balle di paglia. Nel 1988 le reti fisse (dette reti FIS A) erano passate a 880 metri con mille sacchi di paglia. Ora siamo arrivati a 4200 metri di reti fisse e 9000 metri di reti FIS B, e 200 fra materassi gonfiabili e di gommapiuma. Tutto questo rende i costi sempre maggiori”.
Oltre alle installazioni di sicurezza c’è tutto un lavoro in pista che prevede l’innevamento artificiale, o la lavorazione della neve naturale, la battitura, e la manutenzione. In Val Gardena ci sono circa trenta persone che lavorano a tempo pieno per circa un mese. Poi, a ridosso della gara, si passa a circa 200.
Buona parte del budget viene assorbito dalle attività collaterali e promozionali. Per tre giorni vengono allestite, in zona arrivo, due aree di ristorazione. Una per gli ospiti e per le personalità più importanti, una per i media e i tecnici.
“Il nostro obiettivo resta l’organizzazione dell’evento sportivo – conclude il Presidente del CO – ma la creazione di un evento promozionale a 360° è di fondamentale importanza. Crediamo che il nostro sia la soluzione giusta per offrire ai tifosi, agli sponsor e agli atleti un weekend memorabile”.
A Bormio l’approccio è diverso. La località Valtellinese è nel giro di Coppa del Mondo dal 1987, dopo aver ospitato i Campionati del Mondo del 1985. A Bormio la FIS ha assegnato l’organizzazione dei prossimi mondiali nel 2005. “I costi puramente organizzativi – dice Beppe Bonseri, Presidente del CO – ammontano a circa 600.000 €, mentre la parte di preparazione della pista di discesa incide quasi per un 50%. Lavorano sul tracciato circa una quarantina di persone, molte delle quali per più di un mese. In questi costi è prevista una voce per l’affitto di parte delle reti di protezione che pesa per circa 50.000 €, mentre negli ultimi anni abbiamo potenziato le installazioni permanenti e le reti FIS A con un investimento di circa 100.000 €”.
Per Bormio il rientro di questi costi avviene per quasi l’80% grazie agli sponsor e alla vendita dei diritti TV. Il resto è affidato al CO e ai suoi partner (istituzioni e privati). E’ un’attività promozionale che continua ad avere senso. In Val Gardena, come a Bormio e come a Sestriere. La località piemontese, che ha ospitato anch’essa i Mondiali, nel 1997, sarà teatro di molte competizioni di sci alpino durante Torino 2006.
Sestriere ha lanciato nel mondo lo sci agonistico in notturna già nel 1994 e da allora gli slalom di Coppa del Mondo si disputano sotto i riflettori.
A Sestriere, l’organizzazione della gara viene seguita dalla Sestrieres S.p.a. che è anche proprietaria degli impianti. Questo permette di ottimizzare ulteriormente le risorse e valutare in maniera unitaria tutti gli investimenti promozionali. La preparazione di un tracciato di slalom speciale è molto meno onerosa di quella delle discese. I costi complessivi per l’organizzazione di una prova di slalom speciale sfiorano i 300.000 Euro. “Per quanto riguarda la preparazione della pista – spiega Gianni Poncet, responsabile dell’Area Sportiva – abbiamo 40 persone che lavorano a tempo pieno nelle due settimane precedenti l’evento. Nei giorni di gara si sale a circa 150 tra addetti, maestri di sci, militari e volontari. L’innevamento programmato ha una certa importanza, e possiamo stimare che in caso di forte innevamento naturale si possano abbassare i costi di preparazione della pista di circa il 10%, anche perché è comunque necessario lavorare il terreno, eventualmente con l’acqua”
I costi dei premi (almeno 100.000 Franchi Svizzeri, secondo il regolamento FIS) e l’ospitalità che deve essere garantita a tutti gli atleti e alla maggior parte degli staff delle squadre incidono anch’essi non poco.
“La Coppa del Mondo – conclude Poncet – è comunque un evento dalla rilevanza indiscutibile. Per noi della Sestrieres S.p.a. è un ritorno di immagine notevole e ci permette di presentare la nostra filosofia di montagna legata allo sport in modo efficace. Tutto il comprensorio della Via Lattea viene in un certo modo coinvolto e con i Giochi Olimpici del 2006 tutto questo potrà essere facilmente e felicemente confermato”.
FISI, Gardena e Badia c’è l’accordo
27 set
Ecco il comunicato vergato dalla FISI a proposito dell’accordo concluso con le due località altoatesine per quanto riguarda i diritti TV:
Diritti tv e pubblicitari: Gardena e Badia accettano il 28%
Gardena e Badia accettano, alla fine di una lunga trattativa, di assegnare alla F.I.S.I. il 28% dei proventi derivanti dai diritti tv e pubblicitari dell’organizzazione delle gare di Coppa del Mondo, allineandosi così a tutte le altre località italiane che già avevano sottoscritto lo stesso accordo nei mesi passati. Passa dunque la linea portata avanti dalla F.I.S.I. e che vedeva, fino a pochi giorni fa, Gardena e Badia irremovibili sul contributo del 25%.
Naturalmente, la F.I.S.I. porterà avanti il criterio della turnazione tra le località ospiti delle gare di Coppa del Mondo, criterio approvato dal Consiglio federale che sarà sottoposto all’attenzione della Fis (Federazione Internazionale dello Sci) durante la prossima riunione di Levi, alla metà di novembre. Ai primi di ottobre, si terranno a Zurigo le riunioni preparatorie delle diverse commissioni, fra cui anche quella dello sci alpino.
Arriva dunque a conclusione una vicenda che forse avrebbe potuto concludersi prima e con minori clamori e che conferma il ruolo della F.I.S.I. che deve occuparsi prima di tutto di preparare al meglio i propri atleti e renderli competitivi su tutte le piste del mondo. I proventi ottenuti dai diritti tv e pubblicitari serviranno proprio a quello, oltre che a finanziare l’attività giovanile. L’auspicio, negli ambienti federali, è che i territori che godono di grandi ritorni d’immagine in occasione delle gare di Coppa del Mondo siano sempre più impegnati nel sostenere la Federazione con ospitalità per gli allenamenti delle squadre maggiori o con l’organizzazione delle gare dei circuiti giovanili.
Tra FISI e Organizzatori non c’è del tenero…
25 set
La FISI prosegue nella sua ricerca di risorse economiche. Oltre agli atleti che dovranno rivedere i loro accordi con la Federazione, anche le località dovranno versare nelle casse federali una fetta dei loro introiti.
Giusto? Sbagliato? Mi ricordavo che gli accordi sui diritti televisivi fossero stati ceduti dalla FISI a Infront (ex MediaPartners) e che una parte dei diritti commerciali andassero agli organizzatori. Comunque…
Ecco il testo divulgato dalla federsci:
Nei giorni scorsi la stampa locale dell’Alto Adige ha molto criticato le decisioni del Consiglio della Federazione Italiana Sport Invernali in merito alla turnazione delle località che saranno candidate ad ospitare le gare di Coppa del Mondo dei prossimi anni. In particolar modo, la stessa stampa, ha preso le difese di due Comitati organizzatori – quello della Val Gardena e quello dell’Alta Badia – che sono gli unici in Italia a non aver condiviso né sottoscritto le proposte della F.I.S.I. in merito alla percentuale di introiti derivanti dai diritti televisivi e pubblicitari da riversare alla Federazione che di tali diritti è detentrice.
E’ il caso di fare luce sulla situazione complessiva. La Federazione Nazionale propone a quella Internazionale (Fis) le candidature delle località che sono tenute ad ospitare le gare e, così facendo, offre loro una grande occasione di visibilità internazionale grazie alla diretta televisiva e offre notorietà a tutto il territorio e, di conseguenza, un concreto ritorno economico. E’ stato ribadito durante il Consiglio federale che si è tenuto questa mattina a Milano che tra le finalità della F.I.S.I. non vi è solo la promozione delle località turistiche. La F.I.S.I. deve promuovere gli sport invernali ed è in tale logica che rientrano gli accordi economici tra la Federazione e i Comitati organizzatori.
La F.I.S.I., che propone le località, chiede agli organizzatori una piccola quota dei ricavi provenienti dai diritti televisivi e pubblicitari: per la precisione il 28%. Tutti gli organizzatori italiani hanno accettato di sottoscrivere questo accordo. Gardena e Badia non vanno oltre il 25%. La differenza è di qualche decina di migliaia di euro.
Va precisato che la F.I.S.I. non è un’organizzazione commerciale, ma riutilizza i proventi che incamera per finanziare gli allenamenti dei propri atleti e l’attività giovanile, oltre che la promozione degli sport invernali in Italia: attività che danno ritorni ulteriori sempre alle stesse località che godono di grande prestigio essendo sedi di gare di Coppa del Mondo.
La realtà italiana vede organizzatori molto impegnati nel sostenere la F.I.S.I. Valga l’esempio della Val d’Aosta che offre alla F.I.S.I. il 100% dei diritti televisivi, la gratuità degli allenamenti premondiali a La Rosière e finanzia il biathlon per 100.000 euro. Non ha il diritto la Val d’Aosta di ospitare una gara di Coppa del Mondo, considerati anche gli ingenti investimenti fatti per realizzare una nuova pista? E non ha il diritto la F.I.S.I. di proporre La Thuile come sede alternativa per una discesa di Coppa del Mondo?
La F.I.S.I., naturalmente, è sempre disponibile a trovare un accordo con Gardena e Badia, i cui Comitati organizzatori dovrebbero rivolgersi al territorio sul quale lavorano per capire se esiste o meno la volontà di continuare ad avere le gare di Coppa del Mondo. Ovviamente, non si può escludere che nascano nuovi Comitati organizzatori che si incarichino di gestire le gare.
In sostanza, il Consiglio della Federazione Italiana Sport Invernali proseguirà sulla linea deliberata dalla quasi unanimità dei Consiglieri (con la astensione del Consigliere Rainer Senoner, vice presidente del Comitato organizzatore di Val Gardena) e chiederà alla Federazione Internazionale di accettare il principio della turnazione delle gare. Nei confronti dei Comitati organizzatori la F.I.S.I. pretende unicamente che le venga riconosciuto il potere contrattuale che le spetta per norma e per storia.
Professionisti o dilettanti?
22 set
E’ una storia vecchia quella del professionismo dello sci, ma in realtà gli atleti vengono trattati in modo ibrido.
Sulle loro giacche a vento c’è spazio per gli sponsors della federazione nazionale mentre l’unico spazio concesso ‘ufficialmente’ è quello della fronte. I pochi centimetri quadrati su caschi, caschetti e fascette sono la principale fonte di introiti degli atleti.
E’ vero: la FISI paga gli allenamenti, iscrive gli atleti, prepara i materiali (in condivisione con le diverse aziende del POOL Sci Italia).
Ecco due righe inviate dalla FISI:
Sponsorizzazione degli atleti: la F.I.S.I. precisa
In merito alle notizie diffuse dalla stampa relative ad una percentuale degli introiti pubblicitari che gli atleti dovrebbero lasciare alla Federazione Italiana Sport Invernali, si precisa quanto segue:
- Già in passato la consuetudine voleva che gli atleti lasciassero il 30% dei loro incassi pubblicitari alla Federazione che cura la loro preparazione tecnica, le loro sedute di allenamento, fornisce loro i materiali e paga i loro pernottamenti e le loro trasferte
- Solo in anni più recenti tale percentuale è stata limitata ad alcuni aspetti dei finanziamenti pubblicitari personali dei singoli atleti
- Al momento, la Federazione non ha imposto alcuna “tassazione” agli atleti, né determinato alcuna percentuale. Più semplicemente la F.I.S.I. sta esaminando, in collaborazione con gli atleti, come migliorare l’immagine delle squadre. La Federazione attende proposte su questi argomenti da parte degli stessi atleti.
Quali e quanti atleti sono in grado di trattare con la FISI su questo argomento?
Azzurri in rientro dal Sudamerica
22 set
Ecco il comunicato della FISI con una interessante intervista a Claudio Ravetto.
Abbiamo chiuso la stagione con un’ottima squadra di discipline tecniche e una praticamente scomparsa squadra di velocità.
Cosa c’è da aspettarsi per quest’anno?
L’appuntamento principale della stagione è fissato per i Mondiali in Val d’Isère, ma Ravetto puntualizza: “Le gare francesi sono sicuramente il momento culminante dell’anno, ma non dobbiamo dimenticarci che è importante arrivarci bene alle gare francesi. Per cui è fondamentale mantenere buoni pettorali di partenza e per farlo bisogna ottenere risultati anche nelle gare di Coppa del mondo che precedono la rassegna iridata”.
L’esperienza in Argentina della squadra azzurra di sci alpino volge ormai al termine. Le discipline tecniche hanno fatto ormai rientro in Italia da alcuni giorni, in Sudamerica rimangono i due gruppi della velocità femminile e maschile rispettivamente fino al 24 settembre e l’1 ottobre. Claudio Ravetto, direttore tecnico degli uomini, ha tracciato un bilancio del mese passato nella Terra del Fuoco. “E’ stata un’esperienza molto positiva – spiega -, abbiamo lavorato bene su una neve ideale per l’allenamento, anche se per testare al meglio i materiali avrebbe dovuta essere leggermente più dura ma i nostri tecnici hanno tratto comunque indicazioni interessanti. I nostri sciatori non hanno avuto particolari problemi fisici, hanno svolto per intero il programma. Soltanto Razzoli e Deville hanno tirato rallentato leggermente perchè si trascinano piccoli guai dalla scorsa stagione, mentre Rocca ha già superato il piccolo inconveniente capitatogli negli ultimi giorni a Ushuaia. Schieppati è in ripresa dopo i guai alla schiena dell’anno scorso, Simoncelli ha passato un’estate migliore rispetto alle stagioni scorse, Moelgg e Blardone hanno soprattutto badato a concentrarsi sui materiali. In generale ritengo che torniamo in Europa con una buona dose di benzina incamerata, adesso si tratterà di rifinire al meglio la preparazione sui ghiacciai europei in vista dell’esordio nel gigante di Soelden”.
