lab (nel senso che siete in una pasticceria…)
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Dicembre di lotta e di governo…
22 dic
Dicembre, da quando lavoro, è da sempre il mese più complicato, incasinato, difficile e faticoso.
Lo scorso anno mi è andata meglio… e molto peggio, visto che ero senza ‘clienti’ di gran peso, mentre quest’anno mi sto rifacendo con gli interessi. Vi racconto cosa sto facendo, a grandi linee, of course.
Metto in ordine le mie faccende professionali in ordine di fatturato.
SKI-DB (www.ski-db.com) è un po’ il mio passatempo, il mio sudoku, il mio bricolage. Ci spendo sempre meno tempo, ma resta uno strumento che in tanti, professionisti e non, utilizzando spesso per recuperare informazioni rapide sulla Coppa del Mondo di sci alpino, Continua >
Ski = Sexy!
3 dic
L’ultimo numero di SportWeek (notorio “protafortuna” dei personaggi in copertina) nel numero oggi in edicola mostra uno sci più accattivante, più sexy, più allettante per il pubblico maschile.
Qualche anno fa mi cimentavo nella produzione, per Sky Sport, della rubrica MondoGol. Con Fabio Caressa e Stefano De Grandis era tutto un cercare di completare la parte sportiva (i gol dei campionati di calcio esteri) con qualche bella figliola più, o meno-meno vestita. In fondo quello che stavamo facendo era un operazione banale: dare al pubblico calcistico prettamente maschile. quello che serve: calcio e fi#a…
L’operazione di SportWeek procede sullo stesso binario, disegnando un mondo dello sci fatto da belle fanciulle poco vestite e svelando quanto possono essere sexy alcune delle protagoniste del Circo Bianco. Lindsey Vonn (Kildow da nubile…) è un’icona perfetta, anche se forse un po’ troppo bambolosa. Una rovente Karen Putzer in rosso appare in un altro servizio, ma di fanciulle dimenticate ce n’è tante. Faccio qualche nome in ordine sparso Continua >
Una stagione di scontri?
30 nov
Dopo i durissimi scontri tra FIS e atleti sul tema materiali, alla prima occasione i campioni dello sci alpino hanno avviato la stagione delle polemiche e della fermezza. Quando è successo a Beaver Creek è, probabilmente, il primo episodio di una stagione di attriti.
Gli atleti vogliono dire la loro sulla sicurezza delle piste e dei tracciati. Si sono opposti in molti alla disputa della prima prova cronometrata sulla Birds of Prey e hanno chiesto delle modifiche, possiamo immaginare, in modo piuttosto rigido.
Il carattere forte e autoritario di Hujara, contro la personalità di alcuni atleti come Miller, Cuche, Svindal.
Speriamo che questi scontri portino davvero un maggior dialogo, maggiore attenzione al tema delicato della sicurezza e benefici in termini di spettacolo e fluidità nello svolgimento di belle gare.
E non un continuo muro contro muro che non potrà che fare del male a tutto il sistema sci.
Ecco il comunicato della FISI
Il tema della sicurezza torna prepotentemente al centro delle cronache alla vigilia della prima prova cronometrata in vista della discesa maschile di Beaver Creek. L’allenamento che avrebbe dovuto aprire il lungo weekend sulla pista del Colorado è stato annullato dopo che due dossi sono stati ritenuti troppo pericolosi da una delegazione di atleti capeggiati da Bode Miller. Il campione americano ha parlato a lungo con Guenther Hujara, Chief Director della Coppa del mondo maschile, per convincerlo a mettere in sicurezza le zone incriminate, ma di fronte al rifiuto dello stesso Hujara a far entrare i gatti della neve, i discesisti hanno deciso di scendere in pista. Una scelta che non è stata condivisa da tutti gli iscritti alla competizione, in quanto ritengono di non essere stati interpellati.
A questo punto tutto è rimandato alla seconda prova di mercoledì 30 novembre che vedrà al via Werner Heel, Christof Innerhofer, Matteo Marsaglia, Mattia Casse, Hagen Patscheider, Patrick Staudacher così come Peter Fill, Dominik Paris e Siegmar Klotz, tutti e tre leggermente influenzati, a cui l’annullamento ha fatto sicuramente comodo.
A proposito di sci e sicurezza…
6 nov
Nelle recenti chiacchierate di Soelden, la FIS ha individuato nelle geometrie dello sci il principale punto critico. A loro parere la fatica, la stanchezza, non sono elementi che dimostrano un aumento degli incidenti.
Le super-tirate che alcuni polivalenti (e non solo) devono sorbirsi, forse non influiscono sugli infortuni, ma di certo obbligano gli atleti a ripensare i loro impegni e, a volte, a subire altri acciacchi.
Saltano le gare di Levi e la FIS le riorganizza a Flachau, nel salisburghese. Il 21 e 22 dicembre ci saranno i due slalom. Prima le donne e poi gli uomini. Vogliamo dare un’occhiata al calendario?
Le fanciulle corrono il 17 e il 18 un gigante e uno slalom a Courchevel. Poi saltano in macchina e si fanno circa 1000km (9 ore, normalmente) in macchina. O in aereo?
E i ragazzoni, della combinata che fanno?
- il 10 dicembre gigante a Val d’Isere
- 11 dicembre slalom a Val d’Isere
- 14 dicembre prove di discesa in Val Gardena
- 15 dicembre idem
- 16 dicembre superG in Val Gardena
- 17 dicembre discesa libera in Val Gardena
- 18 dicembre gigante in Val Badia
- 19 dicembre slalom in Val Badia
- 21 dicembre slalom a Flachau.
Al termine per tutti cambio d’olio gratuito, e tagliando.
E poi qualcuno si scandalizza se ne trovano uno che si dopa….
Primi segnali d’inverno
7 set
Settembre annuncia la fine dell’estate e i primi segni d’inverno diventano più chiari… Il lavoro con il Pool Sci Italia aggiunge, anche quest’inverno delle novità. Uno dei progetti nuovi prevede l’estensione del Prove Libere Tour anche agli operatori del settore. Come? Per ora non posso spiegarlo compiutamente, ma sto lavorando, con Umberto Pagani, segretario generale del Pool e motore del Consorzio, su una banca dati enorme che ci servirà per contattare e gestire online i partecipanti al nuovo Tour.
Nelle prossime settimane verranno chiariti molti aspetti di questo nuovo progetto che potrebbe, nel giro di qualche stagione, diventare una sorta di fiera itinerante dell’attrezzo sciistico.
Date, orari, confusione…
3 set
Una settimana piena. Probabilmente una delle poche settimane piene che nei prossimi mesi dedicherò alla preparazione del progetto olimpico per Sky Sport. Fare il freelance mi imporrà (finalmente), come spesso è stato, di spalmare le collaborazioni cercando di evitare troppe sovrapposizioni.
La settimana appena terminata mi ha permesso di iniziare a studiare orari, date, eventi degli sport che comporranno l’enorme massa di contenuti che Sky trasmetterà durante Londra 2012.
Gran bel casino… I canali saranno tanti, ma le sovrapposizioni non mancheranno. Una volta individuate le basi della copertura (numero di canali, numero di accrediti, basi a della programmazione) inizieremo a fare un po’ di simulazioni per vedere come possiamo organizzarci.
Non sarà facile, anche perché Vancouver, in confronto, è stata una piccola frazione di quanto sarà Londra, ma sarà bello provarci.
E speriamo di non far incazzare e impazzire troppi colleghi!
Bormio, la beffa della Fis: la libera ancora il 29 dicembre – Sport – La Provincia di Sondrio
9 giu
Mi spiace dirlo, ma i colleghi della Valtellina continuano a non capire come viene fatto un calendario di Coppa del Mondod, come vengono stabilite certe meccaniche e, soprattutto, che Bormio può avere la gara il 29 dicembre, e solo in quella data.
Piaccia o non piaccia la gara di Bormio è nelle bozze di calendario della FIS, il 29 dicembre, anche nel 2012, nel 2013 e nel 2014.
Se Bormio vuole la gara ce l’ha il 29. Se non la vuole il 29…. non ce l’ha più!
Basta leggere:
http://www.fis-ski.com/data/document/alpine-world-cup-long-term-calendar-2012_13-2014_15.pdf
Gli azzurri e Garmisch
13 feb
Un oro e un bronzo per gli azzurri sono già stati accantonati dal formidabile Christof Innerhofer che nelle due gare veloci del Mondiale di Garmisch 2011 ha dimostrato il suo grande valore.
Gli azzurri hanno spesso fatto bene, quando non benissimo sul pendio della Kreuzeck – per discesa o superG – o sul Gudiberg, il ripidissimo piano inclinato che ospita lo stadio di slalom. Otto vittorie in Coppa del Mondo per il team maschile e una per le fanciulle. Gli azzurri sono secondi solo ad austriaci e svizzeri quanto a vittorie.
Prima di Innerhofer hanno vinto qui Manfred Moelgg in slalom nel febbraio del 2009. Il suo sucesso ha interrotto un digiuno che durava dal 1996, anno della vittoria di Werner Perathoner in superG. In quegli anni si era in piena ‘era-Tomba’. E in fatti La Bomba ha vinto nel ’95, nel ’94 e nel ’93, sempre in slalom speciale.
Nel 1994 l’unica vittoria femminile di una giovanissima Isolde Kostner, partita dal secondo gruppo, nel superG che vide la morte dell’austriaca Ulrike Maier.
Nel 1992 ancora un altoatesino vince un superG. Si tratta di Patrick Holzer, dinoccolato spilungone che sapeva far correre gli sci come un fulmine, ma che brillava per discontinuità.
Per ritrovare un azzurro in vetta bisogna fare qualche ulteriore passo indietro e arrivare all’era della Valanga Azzurra. Il compianto Fausto Radici vinse in speciale nel gennaio del 1976 e l’anno prima lo stesso fece Pierino Gros.
E’ di Pierino l’unica medaglia azzurra ai Mondiali di Garmisch del 1978, il ‘precedente’ iridato della località bavarese. L’argento conquistato con incredibile grinta dal piemontese, alle spalle di uno scatenato Ingemar Stenmark, vale molto per lo sci azzurro e rappresenta uno degli ultimi sprazzi del grande team che aveva dominato la metà degli anni settanta.
Ciao Rubini.
8 feb
Chiamava a casa nostra e diceva solo: “Sono Rubini”. Gli bastava quello per cercare mio papà e mettersi a chiacchierare di tutto un po’. Sport in generale, basket, altre cazzate. Quando veniva a trovarci era un piacere ascoltare Aldo, mio padre, e Cesare che potevano percorrere decenni di avventure forti di una grande cultura e di una passione sconfinata per il proprio lavoro. Rubini faceva un po’ paura con quel vocione e quelle dimensioni, per il sottoscritto. Ma chiacchierava volentieri anche con me di cui conosceva la grande passione cestistica (almeno finchè Mike D’Antoni era il play di Milano).
Vi lascio leggere, se lo volete, un pezzetto del libro che Aldo Pacor e Oscar Eleni hanno dedicato al ‘Principe’: Sono Rubini.
Nel primo capitolo, scritto da mio padre, c’è tanto Rubini, ma tra le righe trovo anche molto di mio padre. La perdita di Rubini riapre una ferita… Ciao Rubini. Ciao papà.
La depressione, lo stress, vado in analisi, l’incubo del XX secolo, Freud, Jung, il castello di Kafka, il destino me lo sono costruito da solo, combattendo, lottando senza cedimenti, sbaraccando gli ostacoli anche con faccia tosta, a vent’anni sapevo già che sarei andato lontano, pilotando stormi di ardimentosi, mi stuzzicava il concetto. Avevo fatto le mie scelte.Nel ’46, all’Anagrafe di Como che mi aveva fatto la classica domanda: professione?, risposi secco, giocatore di palla al cesto e di waterpolo.Venivo da Trieste, dove lo sport non era proprio un hobby, ma eredità della cultura della Mitteleuropa. Ero un dilettante che si comportava già da professionista, al contrario di tanti professionisti di oggi che si comportano da dilettanti. E quest’ultima è una delle contraddizioni più acute che ruotano nel nostro basket.Il mio futuro ha mezzo secolo di traversata nel profondo delle vicende agonistiche e politico-sportive nazionali. Sono Rubini, Cesare Rubini, il Principe, il Padrino, per i napoletani sono ancora ‘o Monacone. Per gli americani sono un italiano che sorprende sempre per la sua eleganza e per le sue cravatte , e questo per noi fa parte di una certa normalità, ma che soprattutto ha vinto tanto in mezzo ai canestri, giocando e guidando, e che per questo, fatto eccezionale, è entrato , unico del mio Paese, nell’Hall of Fame di Springfield , Massachusetts, con la benedizione di Bill Clinton, anche se uguale riconoscimento me lo sarei meritato pure per il mio passato nella pallanuoto. Continua >

